lunedì 7 agosto 2017

Guardia Imperiale Domestici Pedites 360 A.D. epoca di Costanzo II°






























Dal momento in cui i Pretoriani sono sono stati sciolti dall'imperatore Costantino, il loro compito di guardia imperiale e truppe scelte è stato preso da nuove unità militari come le Schole Protectores Domestici, dai cui ranghi generalmente uscivano  i nuovi comandanti.
Il soldato raffigurato indossa una tunica rossa, colore che da sempre contraddistingue l'aspetto formale dei militari, il suo scudo con la ricercata simbologia solare ha colori che vengono ripresi nell'asta della lancia che impugna.
Una estesa e classica lorica di scaglia lo caratterizza assieme al casco del tipo romano-sassanide più semplice ma ricoperto di argento dorato e dotato di una cresta centrale a forma di cimiero, tali creste potevano essere di piume ( bianche o gialle ) e quella metallica, probabilmente, indicava un ufficiale inferiore.
Non indossa braghe ma particolari calzari sopra calze di tessuto.
Cinturone militare e fodero della spada sono del qualificante color porpora ( generalmente sono rossi ) e l'elsa è un ricco modello in avorio.
















In questo mosaico possiamo vedere rappresentate due guardie Palatine con la tunica rossa, l'estesa lorica di scaglie e gli elmi crestati, uno in ferro e l'altro dorato.
















Ecco un reperto archeologico del classico elmo romano-sassanide nella versione con cresta di metallo.
Nelle raffigurazioni giunte a noi, tale cresta è sempre rappresentata a raggiungere la fine posteriore del coppo rastremandosi completamente e nell'esemplare, il pezzetto posteriore potrebbe essere andato perso.































Ecco la ricostruzione di un esemplare di elmo simile al precedente, le decorazioni oltre al paio di occhi frontali (quasi sempre presenti) sono costituite da croci non cristiane e mezzelune.

































Ecco il modello di spada lunga del IV° secolo con l'elsa in avorio intagliato.

giovedì 3 agosto 2017

Cavaliere Clibanario Comites Seniores 360 A.D. epoca di Costanzo II°






























Nel IV° secolo continua il forte investimento in questa tipologia di cavaliere pesantemente armato e protetto di derivazione orientale.
La sua arma principale è il Konto una lunga lancia da usare a due mani e per questo motivo lo scudo è molto piccolo e legato alla spalla sinistra.
Nella raffigurazione il cavaliere indossa una lorica lamellare sopra una normale maglia di ferro, alle braccia ed alle gambe ha protezioni mobili a segmenti da tempo in uso nell'esercito romano e di derivazione gladiatoria. Un collare di maglia completa le estese difese.
L'elmo è una versione del classico modello romano-sassanide più coprente dove alla protezione nasale è sostituita una maschera di ferro a protezione totale del viso.
Generalmente questi elmi non riportano nella cresta centrale tracce della presenza di un cimiero di penne o crine ma, considerando l'alto status di questi reparti, è lecito pensare che lo adottassero.
Il cavallo ha una protezione di scaglie al muso ed al corpo mentre il collo è protetto da tessuto o cuoio imbottito. Questa scelta è dovuta alla insofferenza dell'animale per una corazzatura che gli impedisca i naturali movimenti.
Queste cavallerie erano certamente di grande impatto visivo ed emotivo, al leggero galoppo dovevano produrre un forte rumore e le lance puntate, una notevole impressione, ma non sempre un aspetto tanto bellicoso corrispondeva ad una autentica efficacia, perchè il mantenere la formazione era importante e non semplice ed era sufficiente qualche inconveniente per scombinarla e  magari cadere in qualche trappola nemica. Non adeguatamente supportati dalla cavalleria leggera e da un preventivo e nutrito lancio di frecce, la loro azione poteva rivelarsi inefficace.





















Ecco la versione piuttosto protettiva del classico elmo romano-sassanide,















La ricostruzione archeologica mostra una delle maschere che potevano sostituire il paranaso nell'elmo per conferirgli una protezione totale.































Ecco un elmo che popolazioni nordiche hanno probabilmente decorato partendo dalla struttura degli elmi in uso ai Cavalieri Clibanari romani.































Non sono mai stati ritrovati resti originali della parte di protezione riguardante il collo del cavallo.
Al contrario sono state ritrovate armature del corpo sia a scaglie di metallo che di cuoio bollito colorato.

















La classica sella a quattro corni forniva al cavaliere il necessario equilibrio per poter restare in sella nel momento del forte impatto della lancia contro un avversario, probabilmente esistevano modelli con i corni più estesi e magari corazzati, come questo di una moderna ricostruzione.

martedì 1 agosto 2017

Legionario Palatino Nervii 360 A.D. epoca di Costanzo II°






























Dalla metà del IV° secolo si intensifica l'uso delle loriche semi-rigide con una variante costruttiva : le scaglie sono ora poste al contrario, cucite in basso sul tessuto o la pelle di struttura e con la parte stondata in alto cucita alla scaglia soprastante, questo diverso sistema e la maggiore grandezza dei singoli elementi le classifica come "loriche lamellari".
Gli scudi continuano a riportare disegni solari o inquartati o variamente derivati dalle insegne precedenti, non sembra che esistano ancora gli scudi con il monogramma cristiano che appare invece negli stendardi.
L'elmo è sempre il modello romano-sassanide a due semisfere chiuse assieme da una cresta centrale.
I decori di croci o mezzelune a volte compaiono ad abbellirne il coppo, ma quello più usato è sempre il paio di occhi frontali spesso dipinti oltre che impressi in rilievo.
Una sorta di grande giavellotto simile ai primi modelli del pilo è usato come arma da urto ed all'occorrenza da lancio.
Abbigliamento, subarmalis, cinturone militare e spada sono quelli correnti dell'epoca.































Nella ricostruzione dell'elmo romano-sassanide è chiaramente visibile il decoro a forma di un paio di occhi frontali.















Nella moderna ricostruzione una ipotesi di possibile pittura del decoro degli occhi frontali.
































Continua l'uso dei larghi scudi ovali, quasi rotondi, che hanno caratterizzato i decenni precedenti.

lunedì 31 luglio 2017

Arciere a cavallo Mauro 325 A.D. epoca di Costantino






























Nei fregi dell' Arco di Costantino sono visibili dei cavalieri dalla caratteristica acconciatura a treccine dei capelli che usano archi e frecce. Si tratta della cavalleria leggera Maura, guerrieri nord-africani da sempre esperti arcieri e giavellottieri a cavallo.
L'aspetto particolare dei loro capelli è dato dall'uso di un impiastro di terre rosse che li raccoglie in lunghe treccine e li colora di rosso conferendo loro un aspetto particolarmente aggressivo.
Nei fregi si nota l'uso di infilare alcune frecce in una fascia di tessuto che portano attorno al capo per averle velocemente a portata di mano nei momenti concitati della battaglia. Tale abitudine è riportata anche in testi che fanno riferimento a popolazioni nord-africane di diversi secoli precedenti a conferma della continuità delle tradizioni.
Il cavaliere in figura indossa tunica e pantaloni romani che le grandi Fabbriche di materiale militare fornivano ai reparti , abbiamo supposto il colore bianco per i pantaloni per coerenza con gli abbigliamenti etnici originali.
Oltre ad arco e frecce il cavaliere è munito di leggeri giavellotti ed uno scudo molto piccolo (la dimensione dell'antico "Parma") con le insegne dei "Mauri feroci".
Questi squadroni di cavalleria leggera si rivelarono efficaci e spesso risolutivi in ogni situazione e territorio.
Il crine del cavallo sul muso è raccolto in una piccola coda e pendagli colorati ornano le imbrigliature della sella che non è quella classica a quattro corni ma un modello tradizionale del paese di origine.





















Nella ricostruzione di questo particolare del fregio è rappresentato un cavaliere Mauro nel suo abbigliamento tradizionale e con il cavallo senza sella e briglie ma governato, come loro tradizione unicamente da un grosso cordone appeso al collo.































Ricostruzione del particolare di un mosaico che raffigura un arco composito nel momento della sua massima tensione prima dello scoccare della freccia.
La particolare elasticità unita alla robustezza data dalla commistione dei vari materiali (legno, osso, tendine e resine) con cui era magistralmente costruito, conferiva una grande forza di penetrazione e lunga gittata alle frecce . Le dimensioni non eccessive ne consentivano poi l'uso anche a cavallo.

domenica 30 luglio 2017

Cavaliere Draconario 325 A.D. epoca di Costantino






























L'insegna del dragone (Draco) appartiene alla cultura dei popoli danubiani e viene presto in contatto con il mondo romano che già alla fine del II° secolo la aggiunge tra le proprie insegne.
Nel III° e IV° secolo si diffonde maggiormente e diviene tipica dei reparti militari romani.
Si tratta di una testa metallica raffigurante un animale con le fauci spalancate al cui retro è applicata una manica di tessuto dai vari colori ripresi nell'asta di legno che la sorregge.
Il vento che entra dalla bocca nell'incedere gonfia la manica facendola muovere da una parte all'altra e creando una sorta di sibilo conferendo un effetto certamente particolare.
Il cavaliere addetto a portare tale emblema doveva probabilmente essere un ufficiale inferiore e nella figura è raffigurato con un elmo tipico dell'epoca ricoperto di argento dorato e decorato da rivetti a forma di perline e semplici disegni di ancore.
La corazza è quella in uso alla cavalleria, una lorica semi-rigida di scaglie di ferro cucite anche inferiormente, alle spalle ed attorno allo scollo per il capo vi è un rinforzo di lamina metallica. Tali loriche erano adottate in alternativa alle maglie di ferro e di scaglie. Queste loriche, nelle versioni più riccamente decorate, erano le armature degli ufficiali e dei comandanti per l'aspetto classico che conferivano indossate sopra un "subarmalis" che, nelle cuciture verticali, ricorda le più vecchie "pteruges" di cuoio.
Lo scudo è rotondo ed il cinturone militare, il fodero e la spada sono quelli in uso all'epoca.
Il cavallo è moderatamente protetto da una copertura di tessuto, probabilmente feltro, sul corpo.
Il collo è adornato da diverse cinture di cuoio con pendenti di bronzo ed il capo da una maschera di cuoio con applicate delle protezioni a semisfera per gli occhi.

















Reperti archeologici in ottimo stato di conservazione sono stati recuperati e testimoniano della forma del Draco.
































Le protezioni per il capo del cavallo erano diffuse anche nei secoli precedenti ed in questa ricostruzione archeologica è rappresentata  quella che compare in figura.























Ecco il reperto originale dell'elmo del cavaliere riprodotto in figura.





















Ecco lo spaccato della spada raffigurata con la caratteristica elsa in avorio sagomato.

















Nei fregi dell'arco di Costantino che raffigurano la battaglia di Ponte Milvio i cavalieri che cadono nelle acque indossano estese loriche di scaglie e portano scudi ovali e sono individuati come la cavalleria Pretoriana sopraffatta. I cavalieri di Costantino, invece, portano scudi ovali ma non indossano loriche probabilmente per dare loro una classicità rappresentativa come pure a questo scopo è la rappresentazione degli elmi di stile attico per ambo le parti.
Nel precedente arco di Galerio una rappresentazione, meno artistica ma più realistica, ci mostra cavalieri identici ma dotati di elmi conici a segmenti.

venerdì 28 luglio 2017

Auxiliario Palatino Cornuti 325 A.D. epoca di Costantino






























Nell'immagine il soldato indossa una maglia di ferro dalle maniche lunghe sino al gomito ma piuttosto corta, si tratta dell'esemplare più recente ritrovato (databile appunto al IV° secolo) di maglia romana.
Potrebbe essere attribuibile ad un arciere magari a cavallo, ma un fante avrebbe certamente indossato qualcosa di molto simile.
Lo scudo riporta il disegno proprio degli auxiliari Cornuti con in alto il monogramma composto dalla "P" e dalla "X" incrociate divenuto simbolo dell'appartenenza al credo Cristiano ormai molto diffuso anche in ambiente militare ed adottato dall'Imperatore Costantino in occasione della battaglia di Ponte Milvio.
Bandelle di strisce di stoffa incrociata ed annodate in sommità costituiscono una comune protezione per le gambe adottata sia in mancanza che in presenza dei pantaloni.
La larga cintura militare di stile germanico consente l'applicazione di una borsa mediante piccoli anelli metallici. Il fodero della spada può essere indifferentemente appeso ad una sottile bandoliera o alla cintura stessa e la bandoliera aiuta a reggere la cintura.
Le lance da urto hanno puntali dalla forma leggermente diversa da quelli a foglia che li hanno preceduti.
L'elmo è il modello di ispirazione sassanide ottenuto da due semisfere rivettate assieme da una cresta centrale, ha paraguance di medie dimensioni ed un paranuca piuttosto piccolo.
Lo caratterizza la bordatura cucita di cuoio e la presenza di un foro in corrispondenza delle orecchie, adottato, probabilmente, per meglio avvertire gli ordini impartiti con gli strumenti militari.






















Sono stati rinvenuti moltissimi esemplari di questi elmi che provenivano dalla produzione in larga scala delle Fabbriche di armi create da Diocleziano.
Questo particolare modello dalla grande semplicità costruttiva si diffuse rapidamente e divenne molto più comune degli elmi conici a segmenti rivettati che si erano diffusi al periodo della Tetrarchia.
Questa tipologia di elmo, con minime differenze, rimarrà in uso per due secoli perciò come e ancor più degli elmi gallici e poi italici imperiali.













Ecco la ricostruzione e lo spaccato dell'elmo romano-sassanide nella sua forma più semplice privo di ogni decoro. La sua costruzione tradisce la volontà di produrre grandi numeri senza un particolare investimento di tempo e maestria artigianale, ma osservando i modelli ricoperti di argento dorato e ricchi di iscrizioni e decori ma identici nella sostanza ai modelli di base, ci si convince che il livello della tecnica costruttiva dell'epoca fosse semplicemente questo.




















 
La ricostruzione di questo elmo ci consente di vedere il sistema di cucitura del cuoio ai bordi dell'elmo stesso che comprendeva anche uno strato di feltro. L'attaccatura dei paraguance e del paranuca avveniva tramite striscette di pelle e quasi mai con le più complesse cerniere di metallo.

giovedì 27 luglio 2017

Pretoriano 300 A.D. epoca di Diocleziano






























Nei primi anni del IV° secolo i pretoriani vivono il termine della loro lunga esistenza. Combattendo con Massenzio contro la armata di Costantino nella battaglia di Ponte Milvio del 312 A.D. verranno sconfitti, i loro comandanti giustiziati e la formazione militare verrà dispersa.
Il soldato raffigurato utilizza ancora l'ultima evoluzione del vecchio Pilum con due bocce di appesantimento e il legno decorato a strisce colorate.
La lunga lorica di scaglie è di ferro che, costantemente pulito, doveva avere un aspetto più luminoso e gratificante di quelle in bronzo meno soggette alla ossidazione ma anche meno appariscenti. Lo status elevato dei pretoriani ricercava un aspetto ricco e classicheggiante.
Lo scudo è della forma ovale, quasi rotonda, imperante ma è ragionevole pensare che non fosse costruito semplicemente con robuste assi di legno piatto, ma con una tecnica più lunga e difficoltosa volta a dargli una forma concava con il vertice posto sull'umbone centrale.
L'insegna ci mostra un leone con il capo circondato da raggi solari in coerenza con la religione solare (Sol Invictus) diffusa in ambiente militare ed adottata ufficialmente dall'imperatore Diocleziano.
Cintura militare e spada sono quelle in uso all'epoca e l'elmo conico è la variante più complessa e coprente dei modelli a segmenti rivettati ed in uso anche alla cavalleria.
I colori ipotizzati per la tunica sono sempre il bianco con i decori applicati e le braghe, che hanno l'estensione ai piedi ed i calzari scollati adatti a questo tipo di indumento, sono rosse.






















In questo bassorilievo dell'Arco di Galerio si vedono chiaramente i soldati che circondano l'imperatore (perciò presumibilmente pretoriani a piedi ed a cavallo) con le lunghe loriche di scaglia, gli scudi convessi ovali e le lance, gli elmi sono quelli conici a segmenti dotati di paranaso.
















Ecco una ricostruzione archeologica che estrae dal bassorilievo un cavaliere con il suo completo equipaggiamento.



















Il disegno raccoglie gli elmi presenti nel bassorilievo per evidenziarne la forma a segmenti, il paranaso e gli ampi paraguance.































Il reperto archeologico ritrovato in Egitto in ottimo stato di conservazione.















La ricostruzione mostra lo spaccato costruttivo dell'elmo nel quale è chiaramente visibile la robustissima struttura e la totale mancanza di decori o elementi non funzionali all'uso pratico dell'elmo stesso.
Un anello è applicato in cima e si suppone servisse all'applicazione, mediante un semplice nodo, di una coda di crini di cavallo come cimiero.