mercoledì 14 aprile 2010

L'abbigliamento militare romano della metà del III° sec. A.D.

Dal tempo dei Severi i reperti archeologici ritrovati, soprattutto tombali,  tendono a rappresentare i militari con le armi che li caratterizzano ma senza elmi ed armatura. Dopo le prime, errate, ipotesi di un disuso dovuto alle situazioni di crisi contingenti, una semplice riflessione ci aiuta a capire : il concetto di divisa o uniforme militare era assai diverso, l'uniformità ( cioè un aspetto simile nella moltitudine ) si veniva a creare all'interno di ogni singolo raggruppamento ed era più evidente per quelli più ricchi e maggiormente equipaggiati che svolgevano le loro funzioni alla presenza dell'imperatore.
Un militare in armi indossava la cintura, la bandoliera con la spada e, se svolgeva un servizio, lo scudo ed una lancia, ma l'armatura e l'elmo erano usati solo in territorio di guerra o prima di uno scontro. Insomma non erano ciò che noi possiamo intendere come la cosa più vicina ad una moderna divisa. Piuttosto lo era la tunica a maniche lunghe ed il semplice mantello rettangolare fermato sulla spalla destra da una fibbia metallica, l'adozione delle braghe lunghe e delle fasce di stoffa avvolte a protezione delle gambe e, naturalmente, le robuste calzature dalle suole rinforzate.
Nel tempo l'aspetto dei due "clavi" che percorrono la tunica per tutta la sua lunghezza ( come in quelle civili ) tende ad essere affiancato da altri motivi : compaiono strisce che si interrompono all'altezza del torace e riprendono nella parte inferiore della tunica e terminano con una freccia, spesso sono strette e doppie. A volte un simbolo ( ad es. la svastica di origine orientale ) od un decoro viene applicato in basso ai lati della tunica.
Il colore prevalente è sempre il bianco-sporco, ma anche il rosso è ancora presente, come pure l'azzurro che, a quanto risulta, era adottato dalle truppe di marina e fluviali. La differenza tra un abbigliamento della truppa e quello degli ufficiali risiedeva unicamente nella maggiore qualità della fattura e dei decori e, forse, nell'adozione convenzionale di un colore per il mantello ( rosso o bianco ) diverso dal giallo-nocciola largamente adottato.
Anche i copricapo erano di diverse fogge : i più diffusi, probabilmente, erano di stoffa a forma conica che, indossati anche sotto l'elmo ne costituivano una sorta di imbottitura. Una versione con la punta tondeggiante che ricade in avanti ( il berretto frigio ) è spesso raffigurata nei reperti archeologici e nelle immagini che fanno capo alla religione Mitraica, molto diffusa tra i militari. Esistono, però, anche copricapi con larghe falde e dalle diverse fogge.

1 commento:

  1. ho bisogno d'aiuto per una traduzione circa Aureliano. Come tradurrebbe il 'forage cap' che indossa in una scultura dei tetrarchi?
    Grazie mille!
    Marcella

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