giovedì 22 aprile 2010

Soldati romani con cappuccio nella metà del III° sec. A.D.


Nella metà del III° sec. A.D. l'impero romano si trova a fronteggiare diverse situazioni di crisi contemporaneamente, sia in Occidente che in Oriente. A salvarlo da una situazione insostenibile interviene il regno vassallo della fiorente città di Palmira con il suo esercito, guidato dal re Odenato ed alla sua morte dalla vedova regina Zenobia, contro l'impero Sassanide Persiano.
Un famoso dipinto murale raffigura soldati appiedati ricoperti da lunghe corazze di scaglia, con corte spade ( assimilabili ai gladi romani ) e scudi esagonali con rinforzi trasversali. Ma la caratteristica che più incuriosisce è l'uso di cuffie di scaglia al posto dell'elmo.
Un ritrovamento archeologico ci descrive gli scudi come costruiti con robuste e leggere canne affiancate e percorso trasversalmente da rinforzi in pelle ( quelli nella raffigurazione sono anche dotati di un classico umbone centrale metallico alla maniera romana ).
Molte congetture sono state fatte circa questi soldati, la prima che si tratti di forze militari Palmirene attrezzate secondo i loro usi e costumi. Un altra che si tratti di truppe romane di stanza da tempo nelle Province Orientali e che ne abbiano assorbito alcune caratteristiche dell'armamento, in particolare l'uso della cuffia in luogo dell'elmo.
Questa ipotesi può essere suffragata dalla crescente difficoltà nel reperimento di artigiani in grado di produrre i complessi elmi a "T" :  la datazione del 260 A.D. per un elmo in bronzo non ancora terminato ed abbandonato, è la più recente che riguardi questo tipo di manufatti. Considerando che un elmo poteva restare in uso anche per tre decenni, si può supporre che nell'ultimo quarto del secolo ve ne fossero ancora in circolazione ma, essendone cessata la produzione,  la grande maggioranza fosse d'altro tipo.
Un altra ipotesi è che, i soldati rappresentati, siano dei cavalieri Catafratti appiedati. Quest'ultima supposizione è stata accolta, inizialmente, da molti disegnatori di tavole  perche giustificava l'estesa armatura, in seguito, con l'accettazione di una armatura molto coprente anche per le fanterie delle prime file, questa motivazione ha perso di validità .


Interpretazione del soldato con cappuccio come militare Palmireno _


Interpretazione del soldato come legionario delle Province Orientali _


Interpretazione del soldato come cavaliere Catafratto delle Province Orientali .

































Un manoscritto del V° sec. A.D. raffigura militari di guardia attorno al comandante ed ai suoi ufficiali, armati con estese maglie di ferro dotate di cappucci, lunghe lance ed ampi scudi ovali dal classico aspetto romano del tempo.
E' ovvio pensare che questo aspetto del militare, nato dalla contaminazione di caratteristiche Provinciali Orientali, si sia in seguito diffuso anche in ambito Occidentale.

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