domenica 20 agosto 2017

Cavaliere Unno Bucellario di Ezio 450 A.D.






































Il cammino delle grandi tribù Unne verso l'ovest ha causato nel IV° secolo le cruente migrazioni dei popoli di stanza ai confini del Danubio diretti verso l'impero romano. Disordini, saccheggi e guerre si sono succeduti ed infine un nuovo ordine è stato ricostituito con l'introduzione nell'esercito romano di intere tribù di popoli germanici.
Nei primi del V° secolo il sacco di Roma ed altre problematiche creeranno una insofferenza verso questi popoli ma ormai senza il loro appoggio non è possibile mantenere equilibri già molto difficili.
Attorno al 450 le tante tribù del popolo unno si sono unite in una unica grande forza che da l'avvio alla creazione di un esteso impero.
Capo di questa coalizione di tribù è Attila un comandante che ha avuto lunghi contatti con i romani e conosce bene le loro caratteristiche. Un esperto interlocutore di Attila è il comandante romano Ezio che, a sua volta acquisterà una notevole conoscenza di questo popolo.
Nella figura è raffigurato un cavaliere bucellario di Ezio cioè una guardia personale al soldo del comandante stesso.
Indossa una lorica lamellare con la protezione per le braccia applicata separatamente.
L'elmo è conico ed il coppo è composto esso stesso da lamelle, una maglia di ferro applicata completa la protezione delle guance e della nuca.
L'abbigliamento è quello tipico unno con un giaccone aperto sul davanti  e stivali imbottiti.
La spada che porta è ad una sola lama, ma l'arma principale è l'efficace arco composito.
Il cavallo solo anteriormente ha una protezione a costruzione lamellare, mentre il collo è protetto da cuoio imbottito. La sella è della tradizione nomadica unna,



















Elmi costruiti, come le loriche, con lamelle si diffondono all'epoca nei popoli nomadi ed in quelli asserviti germanici nei paesi attorno al basso Danubio come gli Ostrogoti.
Ecco un ritrovamento in discrete condizioni, alla sommità vi è sempre un elemento circolare che regge un piccolo tubo per inserirvi un cimiero di penne o crine di cavallo.



























Ecco la moderna ricostruzione dell'elmo del ritrovamento archeologico.



























In questa moderna ricostruzione possiamo vedere l'applicazione delle maniche distaccate dalla lorica per via della sua costruzione semi-rigida.



















La straordinaria efficacia della cavalleria unna, oltre alla grande maestria dei cavalieri abituati sin da piccoli a vivere in sella, era dovuta alla particolare tecnica costruttiva dell'arco composito.
Non solo la potenza dovuta alla sapiente unione di legni, tendini e resine, ma anche alla leggera asimmetricità che consentiva un più agevole uso sul cavallo puntando la freccia con la parte più corta dell'arco nella parte bassa.
Questi archi avevano la stessa potenza di quelli più grandi usati dalla fanteria e maggiore di quella degli archi più piccoli delle altre cavallerie.


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