martedì 27 giugno 2017

Legionario 200 A.D epoca di Settimio Severo







































Ecco un legionario dell'epoca dei Severi, è caratterizzato dallo scudo ovale piatto ricavato da robuste lastre di legno che va a sostituire il classico scudo a tegola, ricavato dalla sovrapposizione di vari strati di sottile legno compensato. La cornice dello scudo non è più di metallo ma di cuoio cucito, una scelta che non penalizza particolarmente la robustezza e crea un risparmio costruttivo.
L'elmo è sempre quello molto coprente ereditato dalle cavallerie precedenti ed ora in uso alla fanteria nelle varianti in ferro o bronzo.
La lorica segmentata continua, in misura minoritaria rispetto alle maglie di ferro, ad essere usata ma si semplifica ulteriormente perdendo i tanti snodi di bronzo che erano soggetti a facile usura e difficoltosi da riparare. Lo scopo è anche ottenere una maggiore semplicità costruttiva.
La lorica è sempre indossata sopra un giaco di pelle dalle caratteristiche estremità lamellari.
Una breve lancia da urto, già in uso nelle truppe Ausiliarie, sostituisce quasi completamente il pesante Pilum (riservato all'equipaggiamento più tradizionale dei Pretoriani).
La tunica è ormai generalmente a maniche lunghe, le brache sono ancora, per lo più, quelle classiche con la lunghezza a metà polpaccio, ma la gamba è quasi sempre protetta da gambali di stoffa arrotolati e fissati con lacci.
La bandoliera che regge la spada è ora di larghe dimensioni e reca vistosi decori di metallo ed assume il valore simbolico dell'appartenenza all'esercito che, in epoche precedenti, era della cintura militare con i pendenti borchiati.
Le spade adottate sono ora generalmente più lunghe, simili a quelle da tempo adottate dalla cavalleria, e permettono un modo di battagliare più aperto e diverso da quello del gladio nella formazione più chiusa dei tempi precedenti.
La cintura è di medie dimensioni, quella in figura reca una frase ben augurante in lettere metalliche.

























Nella Colonna Aureliana si possono vedere chiaramente soldati che indossano la lorica segmentata e lo scudo ovale, ed il numero percentualmente maggiore di coloro che indossano la lorica di maglia di ferro.
Nella Colonna Aureliana la tecnica per rappresentare la maglia è affidata al trapano che la evidenzia senza ombra di dubbio. Nella Colonna Traiana , al contrario, la rappresentazione è affidata alla pittura e, scomparsa quella, ha lasciato che le loriche dei soldati Ausiliari venissero interpretate erroneamente come dei giachi di cuoio. Una interpretazione che ha avuto un grande successo cinematografico ed ha influenzato per decenni i disegnatori di tavole storiche. Detto questo anche il cuoio bollito ha avuto la sua parte di uso nell'equipaggiamento militare in forme diverse.
















Ecco un esempio del classico elmo dell'epoca dei Severi, qui in una versione senza decori applicati.

























Ecco una versione tra le ultime della lorica segmentata, priva di snodi di bronzo, con i punti di aggancio per il passaggio delle stringhe semplificati ed in ferro.






































Ecco la ricostruzione archeologica della larga bandoliera e della cintura con la frase augurale.

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