martedì 4 luglio 2017

Pretoriano 230 A.D. epoca di Alessandro Severo






































Ecco un soldato Pretoriano dell'epoca di Alessandro Severo, un primo aspetto che lo caratterizza è l'adozione del classico scudo rettangolare a tegola, ormai in disuso nelle legioni e divenuto perciò simbolo di quella classicità ricercata nell'equipaggiamento dei pretoriani. I bordi sono ora di cuoio cucito e non più di metallo in sintonia con la tecnica costruttiva dell'epoca e l'immagine dipinta raffigura, oltre alle caratteristiche luna e stelle, il leone.
Un elmo decorato e molto coprente privo dei grossi rinforzi incrociati è dotato di un pomello sul coppo nel quale può essere inserita una coda di crini di cavallo come nei medesimi tipi usati dalla cavalleria.
La lorica segmentata, prodotta in sempre minor quantità e con caratteristiche di semplificazione tecnica, cede il posto ad una più rappresentativa lorica a scaglie indossata sopra un subarmalis di pelle. Braghe di un colore diverso da quelle legionarie e gambali di metallo completano il suo aspetto.
La larga e decorata bandoliera regge una spada dalla caratteristica elsa a forma di testa d'aquila, caratteristica degli ufficiali e dei pretoriani.
Il pilum è sempre con due bocce di appesantimento ma perde il grosso attacco in legno per l'asta metallica. L'asta di legno è ora decorata con strisce dei colori del reggimento.






































In questa stele funeraria è ben visibile il pilum con il doppio appesantimento e le bande sull'asta, la decorata bandoliera, l'elsa a forma di aquila e le altre caratteristiche del tempo cioè il fodero della spada con il terminale rotondo, la cintura militare con il grosso anello di metallo, le maniche lunghe della tunica,  l'ampio mantello con frange fermato sulla spalla destra.


























Ecco il reperto archeologico dell'elmo raffigurato, i grossi rinforzi incrociati sul coppo sono scomparsi a favore di un decoro a forma di perline, il picco frontale è molto esteso e si vede il foro centrale che ospitava il pomello centrale.
Molto probabilmente la famiglia degli elmi in metallo o bronzo di più semplice fattura e dotati dei rinforzi incrociati era ancora in uso dai legionari e comunque da tutti i soldati che non avevano la possibilità di rinnovare il proprio equipaggiamento.
Occorre ricordare che un elmo, se non danneggiato in battaglia, poteva essere usato tranquillamente per 20/30 anni e questo ci fa immaginare quanto variegato dovesse essere l'aspetto di un reggimento di soldati.




















Ecco la ricostruzione dell'elmo rappresentato sopra ed un altro similare.
Si può notare la grande profondità del coppo e la forte inclinazione verso il basso della zona paranuca dovuta ad esigenze proprie della cavalleria : in caso di caduta da cavallo un paranuca esteso ed orizzontale  avrebbe causato seri danni al collo del cavaliere.
















Nella statua che raffigura i Tetrarchi a Venezia è chiaramente visibile la caratteristica elsa a forma di aquila.






































Ecco un reperto archeologico di una spada con pomello terminale a forma di aquila .

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